L’Accademia di Belle Arti di Firenze è da sempre un luogo di contaminazione, di ricerca e di preparazione artistica di alto livello, un luogo di coniugazione di storia e contemporaneità, dove la disciplina si affianca all’eclettismo, il nuovo all’antico, in cui i modelli conclamati del passato entrano in positivo cortocircuito con la multiforme varietà di esperienze e linguaggi del presente. Proprio da questa imprescindibile collisione, e collusione, di antica memoria e nuova ricerca nasce la creatività che fa di Firenze un polo di innovazione contemporanea in competizione con le altre realtà metropolitane regionali nazionali e internazionali.

L’importanza storica dell’Accademia di Belle Arti di Firenze è sottolineata dalle datazioni e dai personaggi che nel corso dei secoli hanno dato vita a questa Istituzione.

Le sue origini risalgono alle prime organizzazioni corporative dei mestieri della città; la Compagnia di San Luca o dei pittori nata nel 1339 è da considerarsi infatti il primo nucleo dal quale nel 1562, sotto la protezione di Cosimo I dei Medici, si sviluppò la Vasariana Accademia delle Arti del Disegno, universalmente riconosciuta come la prima istituzione europea che poneva fra i suoi compiti, accanto a quello di confraternita di eminenti artisti ai quali era demandato il governo e la tutela del patrimonio culturale della Toscana, anche quello dell’insegnamento delle arti e delle scienze, segnando così l’inizio del moderno concetto di Accademia. Un istituto culturale di grande valore storico-artistico, quindi, che vide fra il Cinque e Seicento tra i suoi membri personaggi quali Vasari, Bronzino, Ammannati, Sansovino, Giambologna, Cellini..., e fra gli allievi di quell’insegnamento scientifico legato al nuovo concetto di artista-intellettuale, il grande Galileo Galilei. La grande modernizzazione europea di questa Istituzione fiorentina fu voluta dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo I di Lorena il quale nel 1784 riorganizzò l’Accademia, neoclassicamente ribattezzata Accademia delle Belle Arti, dandole il carattere di istituto di istruzione artistica pubblico e gratuito che unendo i principi illuministi con i canoni della precettistica neoclassica promossi da Raffaello Mengs, in quegli anni a Firenze, coniugò la volontà di favorire la nascita di “eccellenti artisti” con la finalità di agevolare la rivalutazione delle manifatture artistiche toscane. Si istituirono premi, esposizioni e “pensionati” che permettessero ai giovani allievi di studiare a Roma o in altre città italiane.

 L’Accademia Leopoldina fu stabilita nell’ex “spedale” di San Matteo sulla piazza San Marco, dove ancor oggi ha sede. L’Accademia, forte della sua storia e della sua esperienza secolare, può vantare innumerevoli momenti culturali di grande rilievo, non solo in ambito didattico ma rivolti alla città intera.

Le edizioni di “stART point”, che dal 2009 rappresentano il momento clou della produzione-ricerca posta in essere dagli allievi dell’Accademia nelle diverse locations del territorio,  rendono ragione della significativa adesione dell’istituto al progetto regionale “Toscanaincontemporanea”; mentre le differenti forme di organizzazione dell’apprendimento di pratiche operative che dall’antico si volgono al contemporaneo, a cui le arti visive inevitabilmente afferiscono, offrono un panorama differenziato e variegato: laboratory, lecture, workshop, lezioni frontali, stage.

Questi modi sono praticati dalle culture che si interfacciano al nostro territorio e che guardano con interesse questo distretto città-regione, Firenze-Toscana, molto particolare e denso di reperti. La vocazione all’attività di formazione di questa città, da identificarsi come un vero e proprio campus universitario, si interfaccia facilmente con la nuova mission dell’Accademia: aprire una sfida al futuro con un patrimonio forte e denso da scambiare con altri centri che possiedono densità di altra natura.  E’ con questo spirito che l’Accademia ha scambi Erasmus di studenti e professori con decine di paesi europei, con gli Stati Uniti e paesi dell’Est Europa, ed ha in progetto l’apertura di scambi con città gemellate a Firenze, quali Edimburgo e Kyoto, con cui sono già avvenute visite preparatorie.

Il rapporto arte-scienza, già perseguito dalla stessa Accademia nel cinquecento e seicento, si ripresenta oggi come rapporto fra le arti visive, del progetto e della comunicazione, rapporto per il futuro sempre più strategico nel contesto della globalizzazione, sia per conservare da parte di ogni paese l’identità culturale sia per darsi uno sviluppo consapevole e sostenibile

Firenze può e deve ritrovare anche attraverso la sua Accademia di Belle Arti, il circuito virtuoso con la dimensione della contemporaneità per continuare a giocare un ruolo di rilievo su scala regionale, nazionale e internazionale come città della produzione e della creatività.

 

 

Visita il sito dell'Accademia di Belle Arti di Firenze

  

 

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Maggiori informazioni Ok